biografia

E chi se lo aspettava che il 28 settembre del 1974 conoscessi il mondo da un'altra prospettiva? La pancia non era male, ma si sa che i cambiamenti sono inevitabili quanto necessari per crescere e migliorarsi.
A Siracusa quel sabato pomeriggio d'inizio autunno c'era una bella giornata di sole. Mia madre era un po' provata, ma si rifece dell'esperienza con quattro bei cannoli e un diplomatico, rigorosamente alla ricotta. Mi sa che devo a lei questo debole per i dolci ricottosi.
E quel giorno sembrò pure speciale: ironia del destino, mia madre si emozionò quando udì, un paio di ore dopo la mia nascita, scoppio di mortaretti e fuochi d'artificio. No, non erano per me, ma per la festa del quartiere di Grottasanta, dove si trovava la clinica.
La città che ha visto i miei primi natali è un gioiello in riva allo Ionio, un tempo capitale della Magna Grecia. Ricca di storia, cultura, natura, luce, misteri, profumi e sapori, mi ha influenzata e stimolata nella mia formazione; per questo le devo molto. Non credo sia un caso, infatti, la mia passione per l'arte e le civiltà antiche.
Sono cresciuta respirando bellezza, potevo non dedicarmi subito a essa? Il disegno e la scrittura creativa sono state le mie prime forme d'espressione. Non ho mai disdegnato nemmeno il canto e la danza, ma a tutto c'è un limite, vi pare? Soprattutto al tempo. Quello non basta mai, difatti ho dovuto accantonare le mie passioni per conseguire un diploma linguistico e iniziare la carriera universitaria in Lettere e Filosofia all'Ateneo di Catania, dove mi sono trasferita per studiare. Tre anni, poi ho mollato la facoltà. Mi piaceva studiare ma non amavo il sistema e avevo fame di esperienze, così mi sono trovata un lavoretto nella metropoli etnea. All'inizio niente di che, cameriera in un pub, ma ricordo quegli anni come i più belli della mia vita: stimolante, divertente, emozionante, trasgressivo, avventuroso. Intenso.
Poi ho trovato un lavoro un po' più regolare, soprattutto diurno: responsabile commerciale per un centro servizi e telefonia. E ho cominciato a soffrire la mancanza di arte e bellezza. Troppi schemi, troppi numeri, e per ribilanciare il mio universo mi sono rimessa a scrivere.
E non ho più smesso.
E nel corso dell'esistenza, nonostante tutto ciò che è stato, e non è stato poco, ho imparato che "tutto ha un senso, bisogna solo trovarlo".
Senza ciò che ho passato, non sarei ciò che sono adesso. Non avrei fatto ciò che ho fatto e non sarei andata dove sono poi andata.
Senza esperienze non c'è una propria storia né possono nascerne altre.
E in sette anni, a partire dal 2002, ne ho sfornate parecchie: una Trilogia fan fiction e i primi tre libri della Saga di Nuova Galatia, pubblicati dal 2012 in poi.
E oggi che ho una nuova casa e una nuova famiglia, cerco ancora di trasformare la mia unica, autentica, infinita, imprescindibile, irrinunciabile passione in professione.